Cittadinanza globale e colonialismo​

Una serie di fatti e documenti storici e l’esperienza diretta di Parma per gli Altri sui territori africani informano un percorso ricco e coinvolgente che vuole formare cittadini consapevoli. La chiave della narrazione è la messa in relazione di un archivio di documenti storici che raccontano la quotidianità del colonialismo a livello locale al tema dell’empowerment femminile partendo da un “mito” tutto italiano: quello della “Bella abissina”.

Perché Parma per gli Altri​

Parma per gli Altri ONG è un’organizzazione di volontariato che si dedica alla cooperazione allo sviluppo in Africa, soprattutto in Etiopia. Si concentra sul miglioramento dei servizi socio-sanitari, dell’istruzione, dell’accesso all’acqua e delle attività generatrici di reddito, con particolare attenzione alle donne. L’organizzazione opera principalmente nelle aree rurali di Hadiya e Dawro Konta, affrontando sfide come la scarsità di servizi, l’isolamento e la malnutrizione. A livello locale, promuove programmi di educazione allo sviluppo e sensibilizzazione nelle scuole e nella comunità.

Introduzione al percorso e al tema​

I temi, le riflessioni e il materiale del laboratorio “Cittadinanza globale e colonialismo” si suddividono in due filoni principali: uno storico e uno contemporaneo.

Per il filone storico, grazie a un progetto nato anni fa dalla collaborazione tra Parma per gli altri ONG e l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Parma, è stato possibile costituire un archivio sull’esperienza coloniale italiana vissuta dai parmensi, contenente migliaia di fotografie e documenti appartenuti a uomini e donne che hanno partecipato agli eventi coloniali come coloni e come militari nei territori africani, tra gli anni ’10 e gli ’40 del ‘900: uno strumento didattico prezioso per raccontare e analizzare, nelle scuole, la storia del colonialismo italiano, attraverso la prospettiva della microstoria e della dimensione locale.

Il filone contemporaneo si concentra su temi cruciali, quali l’empowerment femminile, gli obiettivi internazionali e i diritti delle donne in Etiopia, il ruolo della cooperazione internazionale nel supportare l’emancipazione delle donne e il caso di Parma per gli Altri.

Presentazione del percorso alle classi​

Per collegare la ricerca storica coloniale ai temi contemporanei dell’empowerment femminile, il percorso didattico del progetto Co.Di.Re. si è concentrato su un aspetto poco noto ma molto stimolante dell’esperienza coloniale italiana: il mito della “Bella abissina” e la sessualizzazione della donna colonizzata.

In classe, il tema è stato affrontato inizialmente con un inquadramento dell’ideologia coloniale, attraverso l’analisi iconografica e letteraria del concetto del “Fardello dell’Uomo Bianco”. Successivamente, è stato fornito un breve inquadramento storico del colonialismo italiano, con particolare attenzione alla Guerra d’Etiopia (1935-36). In questo contesto, gli studenti hanno approfondito due temi chiave: la propaganda e la violenza.

Bibliografia

Scopri gli strumenti di scoperta e approfondimento del tema: un archivio accessibile di fotografie storiche provenienti da collezioni private, lezioni accademiche, estratti di giornali d’epoca, spunti bibliografici per docenti e studenti, portali di approfondimento, registrazioni delle lezioni tenute in classe, e tanto altro ancora.

Esiti e attività​

I laboratori in classe hanno coinvolto gli studenti con attività di riflessione guidate da una serie di domande per mettere in relazione la condizione dei ragazzi che vivono in Italia e di quelli che vivono in Etiopia. Scopri alcuni esiti cliccando di seguito.

CONTACT US

Fill out the form below, and we will be in touch shortly.